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TENDERE LA MANO

«Lo scandalo dello spreco, dell’accumulo di ricchezze nelle mani di pochi, della mancata distribuzione delle risorse, segnano e impoveriscono il nostro mondo. La nostra vita ha bisogno di tornare all’essenziale delle relazioni, della condivisione, del racconto e della narrazione, dell’accoglienza, della solidarietà, dell’ospitalità. Abbiamo fame tutti di parole vere, di parole che si vedano, che lascino cioè trasparire il senso, le possibilità, la bellezza di poter vivere insieme. E abbiamo bisogno di parole che sappiano contagiare gli sguardi di solidarietà, sguardi capaci di chiedere e di dare fiducia. Viviamo sulla nostra pelle il conflitto tra la salute, il lavoro, l’economia; ci sentiamo sottratta spesso la serenità per discernere le priorità in quanto tutto è urgente e ciò che è importante e centrale va in secondo piano. Stiamo vivendo la perdita di persone anziane, sagge, di coloro che erano, sono, per noi, i riferimenti di una formazione delle coscienze ancora possibile. Il virus ci sta impoverendo, ci sta sottraendo la vera ricchezza. Siamo prostrati da tanto dolore. Ma il Signore ci ripete: “Tendi la tua mano al povero!”. Prenditi cura di tutto questo, non lasciare che neppure una tua lacrima vada persa, neppure un tuo dubbio, una tua paura. Raccogli…! Ci vuole coraggio a riconoscere nel povero un fratello, a permettere al povero di essere nostro fratello. È il coraggio che ci è chiesto. Sono proprio i più fragili oggi a indicarci la via della vita, del cambiamento possibile e necessario. Tendi la tua mano: è questa la vera rivoluzione nella nostra vita, il vero capovolgimento dei nostri criteri! È imparare a sperare, a credere, ad amare, con l’altro, con gli ultimi… che ci precedono” nella via della comunione».


(Don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli)





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