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"Cosa desideri da me?". Riflessione del nostro Vicario generale don Luca della comunità di Perugia

Aggiornamento: 16 nov 2021

Buon Lunedì e inizio di settimana, cari amici e care amiche! “Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.” Lc 18,35-43 Abbiamo già riflettuto su questo passo evangelico durante una delle nostre Celebrazioni Eucaristiche ma, vorrei riproporlo ancora, sia a me che a voi, in questo frangente che ci separa dal Tempo di grazia dell'Avvento che cominceremo a vivere tra due settimane. Il cieco di Gerico ha un nome: Bartimeo e in Bartimeo possiamo rivedere ciascuno di noi e soprattutto vedere i tanti fratelli e le tante sorelle che oggi sono messi dalla stragrande maggioranza delle persone agli angoli della vita sociale perché, non considerati, non voluti, giudicati, additati... a causa della loro condizione che non è uguale alla cosiddetta “massa”. Bartimeo è così! Messo ai margini, additato e guardato con indignazione, risentimento, forse con “odio” perché danneggiato dalla cecità a causa dei suoi peccati, come a quel tempo si pensava. Bartimeo però desidera con tutto il cuore rivedere, per riacquistare la sua dignità, la sua posizione sociale e quando percepisce che il Signore è lì vicino non può tacere ma da sfogo a tutto il suo malessere e urla affinché possa sentirlo, possa ascoltarlo e possa guarirlo accogliendolo nel suo amore e con Lui e in Lui riacquistare la dignità perduta. Urla con tutto l'amore e soprattutto con tutta la fede che possiede, è questo il miracolo che lo guarisce, è questo quello che fa muovere verso di sé Gesù, perché si abbandona, si fida di quell'Uomo/Dio che non si basa su schemi prefissati, “sclerotizzati” ma va oltre le apparenze, i pre/giudizi... Gesù guarda il cuore, l'amore, il desiderio più profondo e recondito di ogni uomo e di ogni donna! Ed ecco allora che Gesù fa da parte tutti e chiama a sé Bartimeo, chiama a sé la pecora smarrita, chiama a sé, il vero fratello e la vera sorella, chiama a sé tutti coloro che desiderano amore, compassione, misericordia, dignità, accettazione, ascolto, comprensione... Amiche e amici siamo chiamati ad essere come Bartimeo ma siamo chiamati anche ad essere immagine visibile e concreta di Gesù, di quell'Uomo/Dio che si muove sempre, giorno dopo giorno, a compassione verso tutti e tutte indistintamente, incondizionatamente da qualunque status una persona possa trovarsi!

Immagine: da Google

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